PET

Ciao a tutti, oggi vediamo il materiale chiamato PET o Polietilene Tereftalato meglio conosciuto come Arnite.

PET Arnite

E’ un tecnopolimero cristallino ottenuto per estrusione e le sue caratteristiche principali sono l’ottima scorrevolezza, la durezza e la stabilità dimensionale.

Grazie a queste caratteristiche è utilizzato per realizzare guide, slitte, raschiatori, camme, ruote dentate e in tutte quelle applicazioni dove è richiesta resistenza ad alti carichi o alte velocità.

E’ un materiale plastico non igroscopico, non assorbe quindi umidità, la sua stabilità gli permette di lavorare in un campo di temperatura compreso tra i -20°C ed i + 100 °C.

E’ idoneo al contatto con gli alimenti

Disponibile in lastre o barre di diverse dimensioni e colori bianco o nero con i seguenti formati:

Barra Pet Vergine
Lunghezza: 3000 mm
Diametro: da 10 a 200 mm
Lastra PET Vergine
Formato: 620×2000 mm- 620x 3000mm
Spessore: da 8 a 100 mm

Colori: bianco naturale- Nero

PET Arnite 2

Una variante è rappresentata dal PET + PTFE. In questo caso l’arnite viene caricata con del ptfe che ne aumenta ulteriormente le caratteristiche di scorrevolezza e viene utilizzato per la costruzione di piani o perni di scorrimento.

Rimangono invariate le caratteristiche di igroscopicità,  stabilità dimensionale e durezza.

I formati disponibili dell’arnite+ptfe sono:

Barra PET + PTFE
Lunghezza: 3000 mm
Diametro: da 10 a 125 mm
Lastra PET + PTFE
Formato: 500×3000 mm
Spessore: da 10 a 50 mm

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A presto!

PVDF -Fluoruro di Vinildene

IL PVDF o fluoruro di vinildene è un materiale plastico ottenuto per estrusione.

Come tutti i fluorurati la sua caratteristica principale è la resistenza ad ambienti chimici.

A differenza però degli altri tecnopolimeri fluorurati, come ad esempio il PTFE trattato nell’articolo al link http://www.materieplastiche.info/blog/2016/03/03/ptfe/ , il PVDF ha una resistenza meccanica decisamente superiore e non subisce deformazione sotto peso.

E’ compatibile con le normative alimentari, è atossico ed ha un elevato grado di purezza.

E’ piuttosto stabile alle variazioni di temperatura e infatti ha un campo di utilizzo compreso tra i -30°C ed i +150°C, limite inferiore rispetto al PTFE che arriva fino a 250°C.

Ha un basso coefficiente d’attrito che lo rende idoneo all’utilizzo come cuscinetto ma è idoneo anche in ambienti alimentari come quello delle pompe per liquidi alimentari.

Essendo resistente agli agenti chimici, offre una buona resistenza ai raggi UV, all’invecchiamento, alle radiazioni ed agli agenti atmosferici.

PVDF

Presso i nostri stock è possibile trovare il PVDF in lastre o tondi di diverse dimensioni.

Per conoscere le possibilità a vostra disposizione contattatemi compilando il breve form qui sotto . Anche per ricevere in OMAGGIO la scheda tecnica del PVDF registratevi qui sotto, sarò lieto di inviarvi il regalo!

A presto!

 

Tela bachelizzata

La tela bachelizzata è un tecnopolimero tra i più antichi, infatti la sua origine risale al 1907 ed è il primo materiale termoindurente.

Termoindurente significa che una volta fuso, raffreddato ed indurito non può più essere scaldato nè rimodellato.

La tela bachelizzata è un laminato di cotone a trama fine e resina fenolica ed è disponibile in barre o lastre ottenute per estrusione.

Unisce un’ottima resistenza meccanica ad un altrettanto ottimo comportamento isolante.

Tela bachelizzata

E’ un tecnopolimero piuttosto sensibile all’esposizione alla luce tant’è che tende a cambiare colore quando vi è esposta (si scurisce).

In passato è stata largamente usata in campi elettrotecnici, interruttori elettrici, manici di pentole, apparati di radioricezione.

Oggi è piuttosto utilizzata per la realizzazione di ingranaggi silenziosi a basso modulo, cammes, cuscinetti a strisciamento o apparati elettrici a bassa tensione.

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A presto!

 

Polipropilene

Buongiorno a tutti, oggi parleremo del tecnopolimero denominato Polipropilene.

La sua sigla è PP ed è un materiale plastico che può essere ottenuto sia per estrusione che per pressatura.

Il programma commerciale prevede :

  • Polipropilene estruso di colore naturale, grigio o nero
  • Polipropilene caricato con fibre di vetro al 30 %
  • Polipropilene pressato per ottenere lastre di alto spessori nei colori naturale o grigio.

Polipropilene3

Il PP estruso è particolarmente idoneo in applicazioni con forte presenza di sostanze corrosive grazie alla sua forte resistenza agli agenti chimici.

Quindi è utilizzato per la costruzione ed il rivestimento di vasche nell’industria chimica, vasche galvaniche. impianti di depurazione acque, valvole e di numerosi altri particolari meccanici.

Da tenere presente che non è adatto a lavorare alle basse temperature: infatti il polipropilene ha un campo di utilizzo compreso tra 0°C e 90°C.

Ha un peso specifico (o densità ricordiamo sempre quanto spiegato nell’articolo http://www.materieplastiche.info/blog/2016/02/08/peso-specifico/  ) piuttosto basso di 0,92, ha proprietà meccaniche discrete ed facilmente lavorabile alle macchine utensili.

Il PP GF30, ovvero polipropilene caricato al 30% con fibre di vetro, ha sostanzialmente le stesse caratteristiche del PP estruso, ma grazie all’aggiunta delle sopracitate fibre, questo materiale plastico aumenta la propria resistenza all’usura.

Normalmente è disponibile solo in barre con diversi diametri come segue:

Barre PP GF30
Lunghezza: 2.000mm
Diametro: da 20 a 120mm

Le applicazioni sono le medesime della versione estrusa, quindi vasche per industria chimica, vasche galvaniche, impianti di depurazione acque e numerose altre applicazioni nel settore meccanico.

Da tenere presente che questo materiale ha dei costi decisamente superiori a quelli del polipropilene estruso.

Anche il polipropilene pressato presenta le stesse caratteristiche di quello estruso, solo che, essendo prodotto mediante pressatura di granuli , permette di ottenere lastre di maggiore spessore rispetto all’estruso.

Polipropilene4

 

Nel nostro magazzino, disponiamo di lastre, barre tonde e manicotti per soddisfare qualsiasi esigenza come segue:

Barre PP estruso
Lunghezza: 2.000mm Diametro: da 10 a 500mm

Lastre PP estruso
Formato: 1.000×2.000mm – 1.500×3.000mm Spessore: da 1 a 40mm

Manicotti PP estruso
Formato a richiesta

Colori: naturale, grigio, nero

Lastre PP pressato
Formato: 1.000×2.000mm
Spessore: da 20 a 60mm

Colori: naturale, grigio.

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A presto!

 

PTFE

Il PTFE, noto anche con il nome commerciale di Teflon (marchio registrato dalla Dupont), è un tecnopolimero particolarmente utilizzato per far scorrere delle parti meccaniche tra di loro fungendo da lubrificante solido grazie al suo basso coefficiente d’attrito, alla sua superficie liscia ed alla caratteristica di antiadesivo.

Ha un’ottima resistenza agli agenti chimici ed ha ottime caratteristiche dielettriche essendo un notevole isolante.

PTFE

E’ piuttosto stabile anche a variazioni di temperatura comprese tra i -180°C ed i 250°C, limite oltre il quale è meglio non andare poiché questo polimero sviluppa dei vapori tossici, se respirati. Inoltre passando il limite dei 250°C perde le sue proprietà poiché si modifica la struttura interna.

Da notare che ad una temperatura compresa tra i 19°C ed i 21°C il PTFE presenta un punto di transizione dovuta alla modifica della sua struttura cristallina che ne provoca una variazione del volume dell’1%.

Tra i suoi difetti, c’è da sottolineare la bassa resistenza meccanica; infatti è un materiale da non sottoporre a carichi anche bassi.

Il PTFE, ha un peso elevato, infatti la sua densità (o peso specifico – vedere l’articolo che parla del peso specifico) è di 2,2

Inoltre va maneggiato con un po’ di cura in quanto è un materiale scalfibile.

Può essere ottenuto per estrusione o stampaggio ed è disponibile in barre, lastre e manicotti di colore bianco.

Questo materiale plastico, offre una buona lavorabilità mediante macchine utensili

Viene impiegato in numerosi settori industriali, come quello farmaceutico o l’alimentare, data la sua caratteristica di materiale inerte;  con questo tecnopolimero, si realizzano ad esempio boccole, guarnizioni, giunti ed isolatori elettrici.

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PVC – Polivinilcloruro

Buongiorno a tutti,

vediamo oggi le caratteristiche di un altro materiale plastico, il PVC

La sigla sta per Polivinilcloruro e si divide in due categorie:

  • PVC – U rigido estruso
  • PVC – U rigido pressato

Il PVC rigido estruso, è un tecnopolimero che è in grado di resistere molto bene in ambienti chimicamente aggressivi, un pò come il polipropilene.

Ha un costo molto contenuto ma, dato il suo peso specifico elevato, in certi casi la sua convenienza si riduce drasticamente.

E’ un materiale plastico molto duro, e per questo anche fragile, perciò non è adatto in applicazioni con urti.

Il campo di temperatura a cui può operare è ristretto tra i -5°C ed i + 60°C.

Viene utilizzato maggiormente per realizzare vasche per l’industria chimica, galvanica o per impianti di depurazione acque.

Di solito è disponibile in lastre, barre tonde o manicotti.

I colori standard previsti sono: bianco, nero, grigio, avorio e rosso. Possono essere realizzati colori personalizzati su richiesta ma servono quantità elevate per poterne giustificare la produzione.

PVC 3

Il PVC rigido pressato, ha le stesse caratteristiche di quello estruso, solo che , grazie al differente metodo di produzione, possono essere realizzate lastre con spessore maggiore rispetto a quelle che si possono ottenere con la versione estrusa. 

PVC 4

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Policarbonato compatto antigraffio

Le lastre in policarbonato antigraffio, sono un’evoluzione derivata dal compatto su cui è applicato un trattamento di protezione sottovuoto tale da rendere il materiale resistente ad agenti chimici piuttosto aggressivi; ad esempio si può rimuovere facilmente i graffiti realizzati con bombolette spray.

Viene particolarmente usato nella realizzazione di divisori per stadi, vetrate di sicurezza, scudi protettivi.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Lastre in policarbonato antigraffio
Formato: 3000×2000 mm (sono disponibili lastre di formati differenti anche per progetti speciali)
Spessori: da 3 mm a 15/18 mm
Colori: trasparente e bronzo

 

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Policarbonato compatto

La gamma di lastre in policarbonato compatto trovano largo impiego nel mondo industriale, delle costruzioni ma anche nella comunicazione visiva.

E’ il tipo di materiale che meglio può sostituire il vetro ed è la combinazione perfetta tra leggerezza, trasparenza e resistenza agli impatti.

Presenta un’elevata elasticità, è praticamente infrangibile, offre un buon isolamento acustico ed è stabile alle variazioni di temperatura  tra i -40°C ed i + 135° C.

 

Grazie alla loro lavorabilità con numerosi sistemi quali seghe, foratrici, fresatrici, piegatrici a freddo o a caldo, macchine serigrafiche, le lastre in policarbonato compatto offrono la risposta ideale per necessità sofisticate dal punto di vista meccanico / ingegneristico.

 

Vengono usate nei settori delle protezioni per macchinari, per veicoli, pareti divisorie, vetrate di sicurezza, espositori e per uso interno su barche o aerei.

 

CARATTERISTICHE TECNICHE

Lastre in policarbonato compatto 
Formato: 3050×2050 mm e 2050×1250 (ono disponibili lastre di formati differenti anche per progetti speciali)
Spessori: da 0,8 mm a 15/20 mm
Colori: trasparente da 0,8 mm a 15 mm
Opali, fumé e colorati: da 2/3 mm a 6 mm

Policarbonato opalino

Policarbonato protetto

Il policarbonato protetto è un materiale molto utilizzato per le protezioni delle macchine utensili ed quindi idoneo al contatto con oli, grassi e vernici.

E’ estremamente trasparente e leggero.

Mantiene un’ottima stabilità col variare della temperatura e, grazie alla pellicola protettiva in silicone, è garantito 10 anni contro l’ingiallimento e può essere lavato con normali detergenti.

Come il policarbonato grezzo è antisfondamento, resiste agli urti,  ed è piegabile a freddo.

E’ ben lavorabile alle macchine utensili

Da tenere presente però che, quando viene tagliato, il policarbonato protetto perde la sua protezione sul lato dove è avvenuto il taglio.

Inoltre è un materiale costoso rispetto al policarbonato grezzo.

Policarbonato

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A presto!

Policarbonato alveolare

Il policarbonato alveolare, si differenzia da quello grezzo o compatto, per la sua struttura compartimentata – come nelle foto che si vedono in questo articolo – composta da una serie di intercapedini che permette un passaggio d’aria tra i due strati che consente di isolare termicamente una determinata struttura, con un conseguente risparmio energetico. Infatti questo tipo di policarbonato, è usato spesso nell’edilizia anche perchè è resistente ai raggi UV, agli agenti atmosferici ed è garantito fino a 10 contro l’ingiallimento.

Adviplast PC alveolare  Adviplast PC alveolare 2

E’ un materiale comunque usato spesso anche nei settori dell’agricoltura, in quello industriale ed in numerosissime altre applicazioni.

E’ facilmente lavorabile con sistemi quali:

  • Taglio con sega
  • Serigrafia
  • Foratura
  • Fresatura
  • Termoformatura
  • Piegatura a freddo e a caldo

CARATTERISTICHE TECNICHE

Lastre in policarbonato alveolare 
Formato: 6000×2100 mm (sono disponibili lastre di formati differenti anche per progetti speciali)
Spessori: da 4mm a 40 mm
Colori: trasparente-opali – bronzo – fumé ed altri a richiesta
Versioni speciali: Le lastre AKRAtherm sono disponibili anche nelle versioni:

  • Solar control (ridotta trasmissione di calore)
  • Con trattamento anticondensa

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A presto!