Estrusione

Oggi vorrei vedere il primo di alcuni trattamenti che vengono svolti sulle materie plastiche: l’estrusione

Oltre a questo sistema, che viene utilizzato per produrre semilavorati in formato lastra o barra, esistono anche lo stampaggio, la colata e la termoformatura.

Come detto, in questo articolo ci occuperemo del processo di estrusione.

L’estrusione consiste nel forzare il materiale da formare in una sagoma così che questo prenda la forma desiderata. Nel caso specifico delle materie plastiche, il prodotto viene caricato in una tramoggia sotto forma di granuli e fatto cadere in un cilindro contenente una vite. Il cilindro è piuttosto caldo per far si che il materiale raggiunga uno stato “Pastoso” . A questo punto, la combinazione del materiale che si trova in una condizione di alta malleabilità, e la vite che spinge il materiale stesso, fa si che quest’ultimo transiti attraverso una matrice che riprende la forma che dovrà assumere il pezzo finito.

Estrusore

In questo modo si ottengono pezzi piuttosto compatti ed omogenei. Le lastre o le barre tonde che si vedono nelle pagine di questo sito, sono per lo più realizzate con questa tecnica.

E’ ovvio che la temperatura alla quale sarà riscaldato il corpo dell’estrusore andrà in funzione del materiale che devo estrudere. Infatti sceglierò la temperatura in base alla resistenza che presenta un materiale piuttosto che un altro.

Estrusore 2

 

 

 

 

 

E’ un ottimo sistema per ottenere pezzi di grandi dimensioni e di forme semplici (come lastre o barre tonde) senza l’obbligo di dover ricorrere alla realizzazione di uno stampo che ha costi decisamente elevati e ammortizzabili solo in caso di lotti di produzione assai elevati.

Va considerato che è un sistema piuttosto lento; infatti per ottenere una barra da 3 o 4 metri di Polietilene, ad esempio, ci vogliono diverse ore. Infatti gli impianti di estrusione, per guadagnare tempo, vengono fatti funzionare 24h al giorno!

Infine si parla di coestrusione quando diversi materiale vengono miscelati fin dalla tramoggia per poi uscire dalla matrice.

Gli estrusori per la plastica differiscono da quelli per i metalli in quanto quelli per i tecnopolimeri presentano, all’interno del corpo estrusore, una vite senza fine che è quella che spinge il materiale verso la matrice; per i metalli invece, al posto della vite è presente un pistone idraulico che spinge il materiale verso la sagoma. Oppure la matrice è incorporata nel pistone stesso ed il materiale estruso fuoriesce dalla parte opposta rispetto al senso di spinta del pistone.

Tra gli estrusori per la plastica esistono quelli monovite e quelli bivite.

Per ricevere maggiori informazioni o per qualsiasi altra necessità, compilate il formo qui sotto ed inviatemi i vostri commenti o domande.

A presto!

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