La storia delle materie plastiche

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Ma come si è arrivati alle materie plastiche che oggi tutti noi conosciamo?

Quali evoluzioni hanno avuto questi materiali?

A quando risale la scoperta della plastica?

Ci sarebbero tante altre domande a cui poter rispondere, però vediamo in generale una breve panoramica per capire qualcosa di più su questo mondo

In realtà, la scoperta della plastica deriva da un’esigenza piuttosto curiosa: nel 1860, al tipografo e inventore statunitense John Hyatt fu commissionato il compito di ricercare un materiale differente all’avorio per costruire le palle da biliardo; fu così che scoprì la celluloide, creata da Alexander Parks e brevettata nel 1869 negli Usa.

Anche in Inghilterra Daniel Spill brevettò in quel periodo la Xylonite, materiale del tutto simile alla celluloide.

Dopo una disputa a livello internazionale, il brevetto dell’invenzione fu riconosciuto ad Alexander Parks.

Realizzata unendo nitrocellulosa di azoto e canfora, fu utilizzata per numerose applicazioni come pellicole fotografiche, occhiali per maschere antigas e nel 1938 addirittura era tra i componenti del primo computer della storia.

Data la sua lata infiammabilità, venne pian piano messa in disuso per lasciare spazio a materiali più performanti e sicuri. L’attuale evoluzione della celluloide è il polietilene tereftalato (PET), chiamato anche arnite e già spiegato nell’articolo al link http://www.materieplastiche.info/blog/2016/03/17/pet-arnite/ .

Agli inizi del ‘900 il Dott. Baekeland, sempre negli USA, scoprì la bachelite, un composto molto duro e modellabile se sottoposto a calore. Questa scoperta, lanciò lanciò la grande era della plastica.

Nel 1926 Waldo Semon introduce i plastificanti per la sintesi del PVC, che trae le sue origini dal cloruro di vinile osservato da Henri Victor nel 1835 e da Eugen Baumann nel 1872 i quali trovarono una massa bianca dentro a bottiglie di cloruro di vinile lasciate al sole. Il merito di Waldo Semon fu quello di rendere il cloruro di vinile più lavorabile aggiungendo degli additivi plastificanti.

Nel 1928 vediamo lo sviluppo del PMMA (Acrilico)

Importante sottolineare che nel 1935 Wallace Carothers scoprì il Nylon (Pa 6) o Poliammide, fibra artificiale tutt’oggi molto impiegata e che si può trovare anche al link http://www.materieplastiche.info/blog/2015/11/16/nylon-pa6/ . Nei laboratori della Du Pont, Carothers sintetizzò l’acido adipico e la esametilendiammina realizzando così il Nylon Pa 6. Da qui poi diversi ricercatori crearono le varianti che tutt’oggi conosciamo del nylon.

Nel 1938 viene polimerizzato il PTFE (noto anche come Teflon) da Roy Plunkett. Tale scoperta fu una casualità: Plunkett notò all’interno di una bombola occlusa, del tetrafluoroetilene di cui si accorse subito anche della sua resistenza agli agenti chimici; di lì a poco la Du Pont brevettò il Teflon e nel 1954 la Montecatini produsse il PTFE col nome di Algolon.

Nel 1953 il tedesco Karl Ziegler sintetizza il Politilene PE, Tutt’oggi i maggiori produttori di PE sono proprio le aziende tedesche. Già nel 1898, per pura casualità era stato sintetizzato il PE. Poi però i processi di catalisi che portano alla realizzazione perfezionata di questo tecnopolimero furono messi a punto solo nel 1953. Oggi il Polietilene è uno dei maggiori materiali plastici utilizzati; in questo blog potete trovare numerosi articoli relativi al PE, come ad esempio http://www.materieplastiche.info/blog/2015/10/26/polietilene-pe-2/ .

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